fig. 1


fig. 2


fig. 3


fig. 4

fig. 5

Si riferisce al tipo di camera calda più comune, in cui l'aria viene distribuita con canali e bocchette alla velocità più idonea per ottenere una corrente ascensionale uniforme.
Detta camera viene normalmente impiegata per il riscaldo, l'essicazione o la lievitazione del prodotto.

La fig. 2 è sostanzialmente uguale alla precedente, ma prevede per la camera climatica tecniche realizzative più sofisticate per una maggiore possibilità di pulizia e per una migliore estetica.

La fig. 3 differisce dalle precedenti perché concepita in modo da utilizzare un by-pass sulla ripresa, onde consentire una forte movimentazione delle masse d'aria, come occorre in certi processi di essiccazione o di   mantenimento della sterilità degli ambienti.

La fig. 4 contempla una movimentazione trasversale dell'aria trattata con l'immissione a inversione di ciclo e viene utilizzata nei processi di essiccazione, per esasperare il trattamento, evitando zone preferenziali.

Lo schema della fig. 5 contempla anche l'inversione di ciclo con insufflazione dell'aria dal basso   verso l'alto e poi dall'alto verso il basso e viene normalmente impiegato quando si alternano processi di essiccazione a successivi di raffreddamento.


fig. 6


fig. 7


fig. 8

La fig. 7 rappresenta un tunnel caldo di trattamento in continuo, con trasportatore a bilancelle, che può avere dimensioni anche rilevanti, normalmente utilizzato per la lievitazione del prodotto da forno e per l'essicazione.

La fig. 8 illustra un tunnel simile al precedente, ma con diversi trattamenti in sequenza, che viene solitamente usato per la normalizzazione ed il raffreddamento del prodotto.

Lo schema della fig. 6 è quello tipico di una camera di raffreddamento e l'immissione  dell'aria in camera avviene attraverso filtri ad alta efficienza o addirittura assoluti, a seconda delle necessità. Questa camera, che è normalmente in pressione, viene usata, oltre che per il raffreddamento del prodotto, per le lavorazioni successive, tra cui il confezionamento, per prevenire con un ambiente controllato il diffondersi delle spore nelle fasi critiche.




fig. 9

La fig. 9 si riferisce ad un tunnel caldo a forte movimentazione d'aria, che trova normalmente applicazione all'uscita dal forno quando si voglia spingere a fondo l'essicazione del prodotto cotto, favorendo la formazione della crosta superficiale, come si richiede su certi tipi di biscotti.


fig. 10

La fig. 10   rappresenta un tunnel di raffreddamento, dove con la movimentazione di forti masse d'aria si accelera il processo di raffreddamento contenendo il gradiente termico tra aria e prodotto, in modo da evitare condensazioni superficiali e favorire l'evaporazione adiabatica dell'umidità percentuale eccedente.

 


fig. 11


La fig. 11 contempla la possibilità di procedere prima ad un ciclo di essicazione poi ad un ciclo di raffreddamento, utilizzando in sequenza appositi elementi modulari, disposti in serie lungo il nastro trasportatore.


fig. 12

La fig. 12 si riferisce ad un tunnel di trattamento controcorrente, che generalmente viene usato per forti gradienti di temperatura, quando per raggiungere la temperatura finale programmata è utile che la temperatura, superficiale del prodotto si abbassi, mentre lo stesso va incontro ad aria sempre più fredda, o analogamente in un processo di essiccazione il prodotto si asciughi sempre di più, andando verso aria sempre più secca.